Tuesday, April 20, 2010

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In Calabria "c'è chi dice no"


L'archivio stopndrangheta.it , proprio nel giorno in cui Reggio tenta il risveglio e dice no al racket, ha deciso di mettere on line un nuovo dossier per non perdere la memoria e ricordare i tanti che già si sono ribellati, pagando a caro prezzo la loro libertà, dalla 'ndrangheta.
"Dopo il Ponte sullo Stretto, la Bomba alla procura di Reggio Calabria, le “Arance insanguinate” di Rosarno è il momento del racket", spiegano i responsabili di Stopndrangheta.it È on line “C’è chi dice no”, il nuovo dossier di Stopndrangheta.it, il primo archivio multimediale sulla criminalità organizzata in Calabria. È dedicato al pizzo and who decided not to pay the bribe and denounce. "
The editors of Stopndrangheta.it decided to publish it on the day in which Freedom of Reggio Calabria launched its" ReggioLiberaReggio - Freedom is lace "to which the archive Stopndrangheta.it has acceded and which it intends to contribute.
The files were collected old and new stories, newspaper articles, photographs and videos, documents, institutions and associations, the words of witnesses and expert analysis. There is room for the first binding anti-racket in Calabria, Acipac Novigrad, and the stories of the martyrs of Calabria, there are investigations of major newspapers and the battles of Calabria honest, i numeri utili e le leggi da consultare.
Viene ricostruito tassello dopo tassello un quadro del racket - e soprattutto del movimento antiracket - calabrese. Tra i materiali ci sono anche la nuova campagna di Libera a Reggio Calabria (una importante e significativa novità per la Calabria) e il modello Addio pizzo analizzato in una tesi di laurea, la legge sull'antiracket e l'analisi dell'avvocato Giovanna Fronte, gli allarmanti dati contenuti in un'indagine di Confindustria Calabria dai quali emerge che troppi imprenditori pagano la mazzetta e soprattutto che troppo pochi vengono assistiti dallo Stato. Lo Stato, appunto. Quello Stato sul quale i calabresi troppe volte non possono fare affidamento.
“C’è chi dice no” – raccogliendo alcuni dei materiali più significativi sul racket – tenta di restituire verità e giustizia ai calabresi onesti e mette a disposizione informazioni utili (il dossier, naturalmente, è aperto alle segnalazioni di tutti) a conoscere la storia della Calabria migliore. Un contributo per rilanciare la battaglia antimafia.

Il dossier si trova all’indirizzo: www.stopndrangheta.it
Info: archivio@stopndrangheta.it

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